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Il riflesso psico-splancno-cutaneo

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Testatina articleRiflesso cutaneo-splancnico e
psico-splancnico.


E' dimostrato che esiste una intima e prestabilita correlazione fra le linee assiali delle cinque dita, nonché fra le quattro linee interdigitali di una mano da un lato e i diversi visceri del nostro corpo dall'altro, cosicché, quando uno di questi si ammala, riflette la sua sofferenza lungo la preordinata e concatenata linea della mano, linea che resta per lo più sensibilizzata (ma che in qualche caso può invece diventare ipoestesica) ed è quindi reperibile dall'esaminatore.
In questo caso, il fenomeno, è l'esponente di un tooltipriflesso splancno-cutaneo, e come già ricordato in altri articoli, è inverso, cioè il fatto che anche il viscere stesso, resta sensibilizzato dalla carica, vale a dire dalla stimolazione, (con i metodi che già conosciamo) portata, sulla linea cutanea (assiale di un dito o interdigitale), che con quel viscere forma una catena obbligata, il Calligaris fa notare che, in questo secondo caso, il fenomeno si riduce ad un
tooltipriflesso cutaneo-splancnico.
Come ha esposto in un suo precedente lavoro il nostro valente Neuropatologo tooltip, gli anelli fondamentali di queste catene somato-psichiche, che hanno formato per molto tempo l'oggetto delle sue indagini, risultano 3 e sono rappresentati dalla Psiche, da un Organo interno e dalla Pelle.
In quell'occasione, fece anche notare, che lo stimolo in partenza da ciascun anello, si ripercuoteva infallibilmente sugli altri due. Ne risulta quindi che:
1) L'eccitazione portata sulla linea cutanea si riverbera, sul viscere (riflesso cutaneo-splancnico) e sulla sfera psichica (riflesso cutaneo-psichico) con cui sono concatenati, accendendovi una preordinata costellazione d'immagini.
2) Uno stimolo che parte dal viscere si riflette, a sua volta, in alto, su quella costellazione (riflesso splancno-psichico) e in basso sulla linea cutanea assiale o interdigitale (riflesso splancnico-cutaneo).
3) Pure nella sfera psichica (un pensiero, un sentimento, un processo ideativo, una rappresentazione mentale) si ripercuote sul viscere (riflesso psico-splancnico) e sulla corrispondente linea cutanea (riflesso psico-cutaneo), che con quell'organo e con quel limitato territorio della nostra pelle forma un sistema unitario, un blocco compatto, un complesso o un associato inscindibile, in altre parole una catena indissolubile tooltip. Queste poche nozioni sono necessarie per illuminare i lettori su alcuni fatti che costituiscono la base profonda, e che rappresentano il nucleo centrale su cui si è fondata la ricerca del Calligaris.
Il di questi due fatti fondamentali consiste in questo: se si eccita leggermente una linea primaria della mano (linea assiale o interdigitale), resta sensibilizzato quel viscere speciale del corpo che con quella linea è collegato per la legge delle catene chirosplancniche tooltip (riflesso cutaneo-splancnico); che resta sensibilizzato, anche quando il soggetto in esame agita nella sua mente quel pensiero o quei sentimento che è in rapporto con quel viscere (riflesso psico-splancnico) tooltip. In lavori precedenti tooltip, il Calligaris faceva notare anche, che questa sensibilizzazione del viscere impegnato nell'esperimento, consiste in una parestesia (senso di dolore, di tumefazione, di compressione, di stiramento, di caldo, di freddo, ecc.) che in esso si localizza, che è molto debole, ma sufficiente per essere percepita e denunciata dall'esaminato.
Il II° fatto, consiste nella sensibilizzazione dell'area cutanea appartenente al viscere impegnato, che è quello che ora andremo brevemente a trattare nel capitolo seguente.

La sensibilizzazione dell'area cutanea viscerale e la delimitazione degli organi interni
E' noto, che caricando una determinata linea iperestesica della mano, così come una specifica operazione mentale, non solo si sensibilizza quel determinato viscere del corpo che fa parte di quella catena vitale, (riflesso cutaneo-psico-splancnico), ma anche la corrispondente e soprastante area cutanea (riflesso cutaneo-splancnico-cutaneo).
Verrebbe da pensare, che questi esperimenti spengono ed accendono, di volta in volta, tutto un metamero, che è composto, oltre che dal relativo miomero, dall'osteomero, dal visceromero, ecc., anche dal connesso dermatomero.
Ne risulta quindi, che, quando noi carichiamo, con mezzi meccanici, termici, elettrici, ecc., (e con i metodi già descritti), ad es. la linea o la banda assiale del dito mignolo di una mano (o del dito mignolo di un piede), non solo sensibilizziamo il cuore, che è collegato con quella linea primaria e con la sua banda longitudinale, suscitando in esso una parestesia, ma sensibilizziamo anche la corrispondente area cutanea cardiaca del torace. Inoltre, mentre la leggera parestesia viscerale si palesa autonomamente e viene avvertita ed accusata dall'esaminato; l'iperestesia cutanea, dev'essere, invece, ricercata dall'esaminatore con i diversi stimoli (tattili, termici, dolorifici, elettrici, ecc.). E quanto si dice per il cuore, che abbiamo portato ad esempio, vale per tutti gli altri visceri: si tratta soltanto di mutare la sede dello stimolo, cioè di caricare questa o quella linea primaria della mano (assiali; o interdigitale), secondo il desiderio di rendere ipersensibile l'area cutanea di un viscere o dell'altro. L'ordine di questa corrispondenza, ripetiamolo, ci è già indicato dalla legge delle catene chirosplancniche: se vogliamo sensibilizzare l'area cutanea dei polmoni, dobbiamo stimolare la IVª interdigitale; se quella pancreatica, bisogna eccitare la linea assiale del dito anulare; se quella splenica, è necessario caricare la IIIª; se quella epatica la IIª linea interdigitale, e così via. Quindi, rendere artificialmente iperestesica l'area cutanea di un viscere, significa dare all'esaminatore la possibilità di trovarla e di segnarla, cioè di delimitarla.

I vari metodi di ricerca.
La carica cutanea
Abbiamo già ricordato i diversi metodi con i quali si può stimolare questa o quella linea cutanea primaria di una mano (assiale o interdigitale), per dare un riscontro sul viscere che vi corrisponde (stimoli tattili, stimoli elettrici, prova della morsa, prova del ghiaccio, ecc.). Se il ricercatore vuol sensibilizzare un determinato viscere, basta che applichi due piccoli elettrodi faradici (lo ripetiamo per l'ennesima volta!) animati da una corrente leggera, nelle mani dell'esaminando, sulle bande cutanee corrispondenti alla linea concatenata col viscere preso in esame tooltip. Se s'intende, ad es. sensibilizzare lo stomaco, si collocano gli elettrodi nelle palme delle mani del soggetto, in corrispondenza della Iª linea o Iª banda interdigitale, cioè fra il I° e il II° dito, sopra la Iª membrana interdigitale, d'ambo i lati. Lo stesso risultato si può ottenere applicando, per pochi minuti, una debole morsa in corrispondenza di quella membrana, o ponendovi a contatto due pezzi di ghiaccio: nel caso degli elettrodi, lo stomaco si sensibilizza perchè si elettrizza (sinestesia elettrica), nel caso del ghiaccio si sensibilizza perchè si raffredda (sinestesia termica). E' interessante il fatto, che, contemporaneamente al viscere si sensibilizza anche la corrispondente area cutanea, che perciò si presenta nelle condizioni, di essere rintracciabile e delimitabile. Quando, dopo pochi attimi dall'applicazione dello stimolo (leggero) sopra una banda assiale o interdigitale della mano tooltip. l'area cutanea del viscere concatenato è diventato ipersensibile, per trovare e per segnare poi, esattamente il territorio iperestesico, al ricercatore, conviene usare uno stimolo della stessa natura di quello che è stato applicato nelle mani tooltip (meccanico, termico, elettrico, ecc.). In questo modo il fenomeno sinestesico, o di ripercussione sensitiva, è più veloce, e preciso, com'è naturale che sia. Quindi, se si è usato un elettrodo faradico su una determinata banda cutanea, nella mano di un soggetto per esempio, per delimitare l'area di quel viscere che è concatenato con quella banda, ci si serve, di un sottile elettrodo (per es. di uno spillo faradico) tooltip. Invece, conviene usare un pezzo di ghiaccio (o di una sottile asta metallica raffreddata) se col ghiaccio viene contemporaneamente stimolata la rispettiva banda longitudinale della mano. In ogni caso, è necessario che tutta la banda cutanea, avente la larghezza di circa 1 cm. tooltip, venga caricata, o da questo o da quello stimolo perchè, in caso contrario, la ripercussione sensitiva a distanza, cioè la sensibilizzazione dell'area cutanea viscerale corrispondente, risulta incompleta.